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Gruppo consiliare PARTITO DEMOCRATICO
ORDINE DEL GIORNO
Il Consiglio Comunale di Cerignola
Premesso che: l’agricoltura di Cerignola, come quella nazionale, è stata profondamente interessata dalla crisi in atto, con 4 effetti principali: diminuzione dei prezzi agricoli e del fatturato delle imprese, peggioramento del margine di filiera, allargamento della forbice tra prezzi al consumo e prezzi agricoli alla produzione e diminuzione dei redditi;
il valore aggiunto del settore è diminuito del 5 %, frutto di una contrazione della produzione agricola e di una riduzione dei prezzi all’origine, a fronte di un aumento dei costi di produzione;
il settore dei cereali è in forte contrazione, sia sul fronte dei prezzi sia su quello delle produzioni, per effetto dei minori investimenti;
consistenti flessioni dei listini si sono registrate per il vino e l’olio, che segna un calo accentuato in termini di produzione;
i prezzi agricoli sono diminuiti del 16,3 % nel 2008 e del 6,1 % nel 2009, con punte del 200 per cento per il grano duro;
la diminuzione dei prezzi agricoli, del fatturato e dei redditi è stata aggravata dallo sgonfiamento della “bolla” agricola del 2008 e la crisi economica ha appesantito la situazione economica delle imprese agricole;
la diminuzione dei prezzi del 2009 è stata causata anche da fattori strutturali, indipendenti dalla crisi; ad esempio nel settore vitivinicolo lo squilibrio tra domanda e offerta persiste da anni. A ciò si aggiunge una crescente competizione a livello europeo e mondiale, frutto della liberalizzazione degli scambi e della diminuzione dei costi di trasporto,l che hanno avuto un ruolo considerevole nella diminuzione dei prezzi agricoli;
il reddito agricolo reale per lavoratore (dati Eurostat) ha subito una notevole diminuzione : nel 2009 si è contratto di oltre un quarto (- 25,3%) rispetto al 2008, anno in cui invece era cresciuto, seppur di poco;
la situazione del credito in agricoltura è peggiorata : il tasso di crescita tendenziale del credito nel settore agricolo si è più che dimezzato, passando da 5.9 % del 2007 al 2.7 % dei primi 9 mesi del 2009;
la situazione di difficoltà delle imprese ha maggiormente colpito il sud Italia ove si concentrano i settori più interessati dalla diminuzione dei prezzi : grano duro, vino, olio di oliva, ortofrutta;
l’agricoltura italiana necessita di politiche strutturali e di imprese che facciano scelte ben precise e coraggiose, devono, cioè, rilanciare la competitività e la produttività del comparto con scelte imprenditoriali figlie di nuove strategie;
è iniziato in sede comunitaria il processo di revisione della politica agricola comune, che avrà ripercussioni sul sistema agroalimentare italiano, pertanto, è fondamentale che il parlamento avvii subito una comune riflessione, al fine di creare le condizioni per tutelare l’agricoltura italiana, per rilanciare il settore agroalimentare e per accompagnare le imprese in un percorso innovativo al fine di incrementare la redditività nazionale;
è da sottolineare che il Governo non ha adottato alcun provvedimento teso a contrastare la crisi del settore agricolo, mancando una strategia di politica agraria e di indirizzi per l’imprenditoria agricola; non solo il Governo manifesta continue difficoltà a mantenere gli impegni consolidati di finanza pubblica per l’agricoltura, come provano le incertezze generate sul fondo di solidarietà nazionale, sugli sgravi degli oneri sociali per i territori svantaggiati e di montagna;
il fondo di solidarietà nazionale è rimasto senza risorse pubbliche per tutto il 2009, con grave incertezza per le imprese agricole; gli stanziamenti triennali previsti dalla legge finanziaria per il 2010, ampiamente propagandati dal Governo, dovranno servire a coprire la totale assenza di risorse del 2009 e saranno del tutto insufficienti a soddisfare i fabbisogni del triennio 2010 – 2012;
nel settore cerealicolo il Governo non ha adottato alcuna iniziativa a fronte del crollo dei prezzi, specie del grano duro, settore che ha toccato il minimo storico dei prezzi, addirittura inferiore del prezzo del grano tenero;
nel settore ortofrutticolo il Governo non è intervenuto a contrastare la caduta dei prezzi alla produzione; nessun intervento è stato posto in essere per ottenere dalla commissione europea misure di gestione della crisi di mercato;
nel settore vitivinicolo il Governo mostra l’assenza di qualsiasi politica strategica di contrasto al calo dei consumi, alle difficoltà nelle esportazioni e allo squilibrio strutturale tra domanda e offerta, ad eccezione della mera applicazione degli strumenti messi a disposizione dell’organizzazione comune di mercato del vino; in molte zone d’Italia le cooperative vitivinicole sono sull’orlo del fallimento e non remunerano le uve conferite da soci;
a tutt’oggi manca un disegno organico di rilancio e sviluppo del settore agroindustriale, a differenza degli altri Paesi europei, in particolare la Francia, la Spagna e la Germania, che hanno predisposto una pianificazione strategica nazionale e hanno stanziato risorse per sostenere il settore agricolo;
il Governo continua ad ignorare il settore agricolo anche nella manovra presentata con il DL . n., 78/2010, che non dispone nessuna misura di sviluppo per il comparto, prevedendo solo riduzioni di spesa;
IMPEGNA I parlamentari della capitanata a produrre gli atti opportuni a favorire l’adozione, nell’immediato, di politiche di intervento pubbliche per l’agricoltura e l’agroalimentare, finalizzate ad assicurare un nuovo quadro di regole condiviso che consenta a tutti gli agenti della filiera agroindustriale di operare in maniera competitiva, attraverso; a) il potenziamento dei controlli per il miglioramento del funzionamento dei mercati e una maggiore trasparenza, sanzionando gli abusi di posizione dominante, al fine di evitare posizioni speculative, a partire da un deciso intervanto del Governo finalizzato alla definizione di un patto interprofessionale che coinvolga per intero le filiere agroalimentari, al fine di stabilizzare i rapporti dal produttore alla grande distribuzione organizzata; b) l’adozione di aiuti di Stato, recentemente autorizzati dall’Unione europea, fino a 15.000,00 per impresa agricola, per sostenere le imprese agricole maggiormente colpite dalla crisi economica in agricoltura; c) iniziative volte alla proroga della fiscalizzazione degli oneri per le aziende che operano in territori svantaggiati e di montagna e dell’ “accisa zero” sul gasolio per tutte le imprese e non solo per le serre, allo scopo di garantire una riduzione dei costi; d) il credito d’imposta per nuovi investimenti produttivi in agricoltura a tutto il territorio nazionale, con priorità agli investimenti che mirano all’aggregazione ed alla concentrazione dell’offerta ed alla stipula di accordi interprofessionali; e) una modifica urgente delle misure di gestione e di prevenzione delle crisi nel settore ortofrutticolo, al fine di rendere più flessibili gli interventi, anche attraverso un adeguamento dei prezzi di ritiro dei prodotti, senza che ciò comporti un aumento dei costi; f) un programma speciale per affrontare lo squilibrio di mercato nel settore vitivinicolo, per promuovere il consumo responsabile di vino, per contrastare la crisi delle imprese viticole con aiuti di Stato e per stimolare la riorganizzazione delle imprese cooperative di trasformazione; g) l’attivazione in Europa del processo negoziale necessario per individuare un pacchetto di misure e aiuti a sostegno delle produzione mediterranea fortemente colpite della crisi economica; h) un programma di sostegno al processo di internazionalizzazione delle imprese agroalimentari italiane per migliorare la loro capacità di inserimento nei mercati esteri; i) l’accesso al credito e la ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole con la trasformazione del debito con gli istituti bancari dal breve a medio periodo e lungo termine e con agevolazioni sui finanziamenti destinati alla trasformazione di esposizioni debitorie contratte con istituti di credito con l’assistenza di un fondo riassicurativi presso l’Ismea, per un seria ed efficace politica del credito, che consenta di utilizzare tale strumento come antidoto contro necessità di tipo congiunturale e per fronteggiare la volatilità dei prezzi; l) una maggiore efficienza dei sistemi di certificazione, etichettatura e controllo della qualità e dell’origine dei prodotti; m) opportune iniziative normative per il ripristino dello stanziamento del fondo di solidarietà nazionale, al livello di 230 milioni di euro annui, allo stesso livello di quello degli anni 2006-2008; n) la creazione di un quadro istituzionale che consenta lo sviluppo di un sistema efficiente e d efficace di assicurazione dell’impresa contro i rischi economici e ambientali; o) una maggiore efficienza e razionalizzazione di Agea, per velocizzare e anticipare i pagamenti dei fondi europei, nonché un significativo snellimento degli adempimenti burocratici a carico delle aziende; p) la realizzazione di una politica nazionale che, nell’ambito del piano nazionale di azione sulle energie rinnovabili, fornisca regole, condizioni e certi tempi per lo sviluppo delle risorse di biomassa, l’applicazione di dispositivi per la sostenibilità di biocarburanti e delle filiere di biometano, anche nell’ottica di incrementare le fonti di reddito degli agricoltori, facendo sì che l’insieme delle energie alternative realizzabili sul territorio aperto tenga conto della compatibilità e della salvaguardia del sistema agricolo nazionale e che il reddito derivante da tali attività sia inteso prevalentemente ad integrazione e non a sostituzione delle attività agricole.
DELIBERA Di trasmettere il presente ordine del giorno al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ai Presidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato, ai deputati e ai senatori eletti nella Circoscrizione Puglia.
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